Grosseto: «Ci sono le chiacchiere e poi c’è una realtà che è tutt’altra cosa rispetto alle parole». Così dalla segreteria del PCI di Grosseto, con Porri delle Colline dell’Albegna e Gasperi per le Colline Metallifere, esordiscono di fronte ai tagli che vanno a colpire presidi ospedalieri e territori periferici.
Le rassicurazioni della Regione, le varie visite con cerimonie auto celebrative nelle quali si annunciano potenziamenti e conseguente tenuta di ospedali e territori cosiddetti periferici, fanno acqua e cozzano con una realtà dei fatti ben diversa da quella presentata. Ora tocca ad Orbetello che vedrà, pare dall’8 gennaio, perdere anche il radiologo e il servizio collegato durante la notte e nei fine settimana.
A dichiararlo è Gabriele Porri della segreteria provinciale del PCI. «Concretamente – afferma Porri – sarà sostituito da un tecnico reperibile con refertazione da Grosseto per gli ospedali di Orbetello e Pitigliano. Non si faranno quindi più TAC con contrasto ed ecografie addominali nel presidio lagunare e se ci sono urgenze saranno le ambulanze che si muoveranno trasportando il paziente a Grosseto».
A Porri fa eco Daniele Gasperi. «Stessa situazione già in atto da tempo a Massa Marittima dove ormai in molti viaggiano in ambulanza per ricevere quelle prestazioni che non è possibile fare nel nostro ospedale e sul territorio, nella vicina Follonica, non è certo migliore la situazione».
«Così – affermano dalla segreteria del PCI – si carica di enorme lavoro il Misericordia oltre ad avere un dispendio di risorse finanziarie per pagare i servizi fondamentali resi dalle associazioni e spreco di tempo per i volontari che si trovano ad affrontare situazioni che spesso necessitano di ore ed ore di attesa. Senza contare poi i disagi e i rischi ai quali vengono sottoposti gli utenti che spesso si trovano sbattuti più volte tra i presidi periferici e il Misericordia di Grosseto con un continuo andirivieni».
Se questa è la situazione degli ospedali il territorio certo non se la vede meglio e alla carenza di medici di base e pediatri si somma, aggravando la situazione, anche quella della guardia medica sempre più ridotta e impossibilitata a dare risposte ai cittadini soprattutto per le situazioni più marginali e disagiate della provincia.
«Una situazione – chiudono dalla segreteria del PCI – inaccettabile che meriterebbe, più che i silenzi dei sindaci e della politica, una forte azione di protesta per pretendere che un servizio fondamentale come quello della sanità, non resti solo una bella enunciazione della Costituzione ma torni ad essere centrale e prioritario non nei discorsi ma nella realtà dei territori».