Grosseto: Classi differenziate per studenti con disabilità. Un’affermazione che potrebbe far tornare indietro di molti anni il mondo della scuola che, invece, da questo punto di vista, sta progredendo agevolando il percorso di chi ha difficoltà. Ne è convinto anche Amedeo Gabbrielli, consigliere comunale di Forza Italia Ppe, ma anche insegnante di lunga esperienza. «Sicuramente – spiega Gabbrielli – chi ha rilasciato quelle dichiarazioni, riguardo alla separazione delle classi per ragazze e ragazzi con disabilità, non essendo un conoscitore del mondo scuola, voleva dare un significato diverso alle proprie parole, altrimenti quello che ha detto è pericoloso e inaccettabile. Classi differenziate per i ragazzi con problemi significa ghettizzarli fin dall’inizio del loro percorso scolastico ed ucciderli per quanto riguarda lo sviluppo della propria autostima. L’inclusività sociale e culturale è un valore imprescindibile».
Una presa di posizione netta che però non è priva di argomentazioni: «Certamente – aggiunge Gabbrielli – per gli studenti diversamente abili (con maggiori difficoltà, che al termine del percorso di studi, potranno acquisire soltanto un attestato di frequenza, sarebbe necessaria una scuola diversa e più dinamica. Questi ragazzi, pur continuando ad essere inseriti in una classe di studenti normodotati, avrebbero bisogno di essere coinvolti in progetti di laboratorio e di accompagnamento al mondo del lavoro ».
Gabbrielli conclude con una riflessione sul percorso attuato dalla scuola italiana: «L'insegnante di sostegno è assegnato alla classe per realizzare un progetto educativo assieme agli altri docenti della classe, destinato a sviluppare le potenzialità dell'alunno diversamente abile. Credo che l'organizzazione delle scuole italiane, per modalità e didattiche attuate con studenti diversamente abili, che potranno acquisire il diploma, sia una delle migliori presenti in Europa».