Serve più ascolto ai territori e attenzione concreta ai bisogni educativi
Grosseto: La scuola è una risorsa fondamentale per la crescita e lo sviluppo delle nostre comunità. Tuttavia, negli ultimi anni molte decisioni sono state assunte senza un adeguato confronto con i territori, le famiglie e le istituzioni scolastiche.
È tempo di restituire alla scuola il ruolo centrale che le spetta, con interventi concreti, scelte equilibrate e orientate al futuro, con un giusto utilizzo dei fondi pubblici.
In molte realtà locali la programmazione e riorganizzazione della rete scolastica è stata percepitacome una decisione imposta dall’alto. La Regione dovrebbe invece accompagnare i territori, nonsovrapporsi ad essi ed imporre soluzioni. Per questo occorre una legge regionale che rafforzi l’autonomia e promuova una pianificazione partecipata, rispettosa delle specificità locali e centrata sul benessere degli studenti.
Un tema particolarmente sensibile è quello delle piccole scuole di paese, spesso a rischio di chiusura per logiche meramente numeriche.
La presenza della scuola in un piccolo comune o in una frazione è molto più di un servizio: è un presidio educativo e sociale che contribuisce a tenere vivi i territori, contrastare lo spopolamento e garantire pari opportunità agli studenti delle aree interne e più periferiche. La Regione ha il dovere di tutelarle, non di sacrificarle. Nello stesso tempo, esiste la criticità di classi talora eccessivamente numerose negli istituti delle città della costa. Si tratta di perseguire un equilibrio, che non è certamente scontato, ma che è nostro impegno ottenere.
Intendiamo inoltre impegnarci concretamente su alcune questioni che sono prioritarie e fondamentali per il futuro della scuola toscana.
In primo luogo, l’edilizia scolastica: occorre garantire ai docenti ed agli studenti ambienti accoglienti, sicuri, moderni e sostenibili, anche attraverso una gestione più efficace dei fondi PNRR e semplificando le procedure di accesso ai fondi stessi. Peraltro, questi fondi sono vincolati a scadenze precise: gli investimenti devono essere conclusi entro il 31 dicembre 2026, altrimenti si rischia di perdere risorse preziose per i nostri territori.
Un’altra questione di fondamentale importanza è quella dell’orientamento e della lotta alla dispersione scolastica.
Per affrontare con serietà questo problema, è indispensabile rafforzare le figure educative di supporto e sviluppare progetti personalizzati già a partire dalla scuola media,aiutando ogni ragazzo a rafforzare le proprie conoscenze, abilità e competenze, superando eventuali dislivelli di partenza.
Infine, un’attenzione particolare va riservata all’istruzione tecnica e professionale, che troppo spesso è considerata una scelta di “serie B”.
Al contrario, questi percorsi rappresentano un’opportunità concreta per i giovani e per l’economia dei territori e vanno rilanciati in stretta connessione con il tessuto produttivo locale e con le sue reali esigenze. Nel contesto della nostra provincia e della Maremma grossetana, questo significa investire nella formazione legata all’agricoltura di qualità, all’enogastronomia, al turismo sostenibile, alla cantieristica, alle energie rinnovabili ed ai servizi alla persona: settori che possono offrire lavoro qualificato e prospettive durature, se messi in rete con le scuole, le imprese, le istituzioni locali.
Anna Rita Borelli - Candidata per Forza Italia al Consiglio regionale Toscana