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SPI CGIL Grosseto: «Ambulatori a Santa Fiora inaugurati, ora servono risposte concrete sulla casa di comunità»

SPI CGIL Grosseto: «Ambulatori a Santa Fiora inaugurati, ora servono risposte concrete sulla casa di comunità»

SPI CGIL Grosseto: «Ambulatori a Santa Fiora inaugurati, ora servono risposte concrete sulla casa di comunità»

Santa Fiora: «Siamo soddisfatti per l’inaugurazione dei nuovi ambulatori a Santa Fiora, ma ora è il momento delle risposte. Le persone hanno bisogno di servizi continui, e strutturati. Occorre fare il salto di qualità da poliambulatori a case di comunità vere e proprie». Così Erio Giovannelli, segretario generale dello Spi Cgil Grosseto, commenta l’inaugurazione degli ambulatori nei locali destinati alla futura casa di comunità di Santa Fiora.

«La sanità territoriale è una delle grandi promesse del Pnrr e delle politiche regionali – aggiunge Giovannelli – ma perché sia credibile deve cominciare a funzionare. Se esiste una struttura attrezzata e ci sono i medici di famiglia, perché non iniziare già ora con un servizio di continuità, ad esempio con gli orari standard di 12 ore per 6 giorni? Perché non attivare da subito un CUP efficace, ad esempio anche nella struttura di Massa Marittima?».

La casa di comunità per Santa Fiora e il territorio amiatino deve essere un punto di riferimento. «La casa di comunità – sottolinea Alda Cardelli, del Dipartimento sociosanitario Spi Cgil Grosseto – deve rispettare dei requisiti precisi, previsti dalla legge. Deve esserci una gestione integrata tra infermieri di comunità, medici di medicina generale, servizi amministrativi, presa in carico dei pazienti cronici e accesso alle prestazioni diagnostiche di primo livello. Per ora si sono inaugurati solo gli ambulatori medici».

La riflessione si estende anche alla gestione dei flussi turistici e alle necessità della popolazione residente, soprattutto anziana. «Facciamo un esempio pratico – puntualizza Cardelli – Quando un turista, ma anche un residente, si fa male o ha bisogno di un consulto dobbiamo mandarlo subito a fare la coda nell’ospedale più vicino? Avendo solo assistito all’inaugurazione degli ambulatori e non a quella della casa di comunità, probabilmente per ora la risposta è sì. Questa domanda però se la dovrebbe porre anche la Asl, insieme a quella più ampia: quando partiamo davvero con le case di comunità? Noi pensiamo che i cittadini attendano che i servizi previsti dalle norme siano effettivamente erogati».

Lo SPI CGIL Grosseto continuerà a monitorare da vicino l’evoluzione della situazione e a chiedere con forza una sanità territoriale che funzioni davvero per tutti.


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