Il consigliere dem attacca la maggioranza: “Scaricano le responsabilità sul passato, ma il Governo Meloni ha alzato i limiti elettromagnetici e reso le antenne installabili ovunque. Nessun coinvolgimento dei cittadini, la democrazia ambientale è calpestata.” (Foto di repertorio)
Grosseto: Ancora una volta, Fratelli d’Italia e il capogruppo Guidoni dimostrano cosa significhi voler essere, contemporaneamente, partito di governo, di opposizione e di protesta. Di fronte alla sacrosanta indignazione dei cittadini di Rispescia e Casalecci per l’installazione delle antenne 5G accanto alle abitazioni e alla scuola, cosa fa la maggioranza che governa Grosseto? Scarica la responsabilità sugli altri. Di nuovo.
Ma questa volta il tentativo di confondere le acque non regge. I consiglieri di Fratelli d’Italia attribuiscono la responsabilità al Piano Italia 5G del Governo Conte bis, dimenticando - o forse ignorando - alcuni dati fondamentali.
- Primo: la legge 95 del 2024, che consente agli installatori di collocare impianti 5G in deroga agli strumenti urbanistici, è stata promossa, voluta e votata dal Governo Meloni. Un dettaglio non da poco, che smaschera il goffo tentativo di attribuire colpe al passato per coprire le inadempienze del presente.
- Secondo: con il decreto legge 19/2024 (sempre a firma del Governo Meloni), sono stati innalzati i limiti di esposizione ai campi elettromagnetici, rendendo oggi possibile installare antenne in zone dove ieri sarebbe stato considerato pericoloso farlo. Questa è la realtà dei fatti, certificata da atti ufficiali, non propaganda.
- Terzo e gravissimo: i cittadini non sono mai stati coinvolti.
Come denunciato dal Comitato per lo sviluppo sostenibile di Rispescia, nessun processo partecipativo è stato attivato. Le comunità locali si sono trovate di fronte a decisioni calate dall’alto, senza trasparenza, senza informazione preventiva, senza alcuna possibilità di incidere.
Questa è una violazione non solo politica ma anche culturale, perché mina il principio stesso di democrazia ambientale, sancito anche dalla Convenzione di Aarhus.
E non basta dire che il Comune "non ha potere autorizzativo". Perché se è vero che i Comuni non possono impedire le installazioni, è altrettanto vero che, secondo la Legge quadro n. 36/2001 e la giurisprudenza consolidata, hanno il potere e il dovere di pianificare, indicare aree preferenziali o da evitare, pretendere misurazioni preventive, proteggere scuole, case e luoghi sensibili.
A Grosseto, invece, l’Amministrazione ha designato l’intero abitato di Rispescia come area a localizzazione consentita, senza escludere nemmeno la zona scolastica, mentre in altri quartieri ciò è stato fatto.
È questa la "fotografia neutrale" di cui parla Guidoni? O è l’ennesima prova di una pianificazione pressapochista, sbilenca e superficiale? Il problema non è la tecnologia. Il problema è la loro incapacità di governare i processi, la realtà, il territorio.
Perché continuare a governare comportandosi come chi è all’opposizione, alzando le mani e dicendo “non è colpa nostra”, è un insulto all’intelligenza dei cittadini e una conferma della loro inconsistenza politica.
Basta scaricabarile. Basta slogan. Se non volete o non sapete prendervi le responsabilità del governo, fate un passo indietro. Grosseto ha bisogno di amministratori seri, non di portavoce in perenne fuga dalla realtà.
Ciro Cirillo – Consigliere comunale del Partito Democratico
