Grosseto: Leggiamo nei giorni scorsi l’ennesimo appello all’unità da parte di chi, per anni, ha lavorato per dividere, indebolire e screditare la Lega a Grosseto. Le dichiarazioni dei consiglieri Vasellini e Bragaglia sono un tentativo maldestro di riscrivere la storia recente, fingendo di ignorare le responsabilità di chi ha abbandonato il partito per inseguire ambizioni personali o progetti politici effimeri, finiti male.
“L’unità non si invoca quando fa comodo – sottolinea la Lega provinciale – e non può essere reclamata da chi ha sostenuto candidati avversari, attaccato pubblicamente la segreteria nazionale e si è chiamato fuori nei momenti più difficili del movimento”.
Mentre la Lega affrontava battaglie giudiziarie e mediatiche controcorrente, certi esponenti locali preferivano criticare e voltare le spalle. La memoria corta può servire a chi punta a un rientro, ma non inganna chi ha lavorato sul territorio con coerenza e sacrificio.
“Chi oggi si presenta come paladino dell’unità, fino a ieri attaccava Matteo Salvini mentre i nostri militanti erano a Palermo per sostenerlo in un processo ingiusto e politicamente mirato. Questo non è spirito critico: è slealtà. E la slealtà, nella Lega, non trova posto”.
La linea è chiara: nessuna apertura verso chi ha dimostrato di non condividere valori e rispetto per i militanti. Chi ha cambiato casacca più volte o si è messo contro la Lega per convenienza non può pretendere spazi, ruoli o ascolto.
“Chi ha rotto con la Lega e ha lavorato contro di essa può provare a rientrare dalla finestra, ma non avrà mai il nostro benestare. La Lega a Grosseto continuerà con chi è rimasto leale, con chi ha difeso il movimento quando era difficile farlo e con chi mette il territorio e i cittadini prima delle ambizioni personali. Per i trasformisti dell’ultima ora, non ci sarà spazio”.