L’appello di Marco Nieto, capogruppo Svolta per l'Argentario: “Promesse e proclami non bastano più, il Governo assuma un impegno concreto per proteggere vite e dare dignità a chi percorre ogni giorno questa strada”
Monte Argentario: Da oltre vent’anni percorro quotidianamente questo tratto della via Aurelia per andare al lavoro e far ritorno a casa la sera. È diventato il mio rito, la mia routine. Eppure, ad ogni viaggio, la stessa sensazione: promesse, annunci, proclami di “tutto è pronto e stanziato” per partire con i lavori. Eppure quel tratto continua a parlare una lingua pericolosa: incidenti che devastano famiglie, vite spezzate e una ferita aperta nella normalità quotidiana. Non è una questione di spettacolarità: è una questione di sicurezza, di dignità, di futuro per chi passa lì ogni giorno.
Perché raddoppiare le corsie? Perché, al momento, quel tratto di strada resta una trappola di velocità e confusione. In molte tratte della rete italiana, il raddoppio delle corsie non è solo una questione di scorrimento del traffico, ma una conquista di sicurezza: linee dirette, minori punti di scontro frontale, maggiore margine di manovra per i veicoli in sorpasso. L’assenza di corsie doppie rende problematico l’attraversamento di veicoli lenti, aumenta i rischi per i mezzi pesanti, e trasformata ogni uscita in un possibile incubo. A ciò si aggiunge una condizione spesso carente di illuminazione, segnaletica adeguata, barriere di sicurezza e spazi di emergenza: insieme, una ricetta per incidenti, per dolore e per ritardi che si scaricano su chi lavora, su chi studia, su chi vive in quelle comunità.
La messa in sicurezza non è un lusso: è una necessità operativa. Diventa un investimento sul presente e sul futuro della zona, un impulso all’economia locale, una tutela per chi si muove tra La Torba e Il Chiarone, tra le città e le campagne che si intrecciano lungo questa arteria. Non si tratta di creare opere faraoniche o di mercanteggiare con la geometria delle tratte autostradali: si tratta di offrire una strada all’altezza della dignità di chi la percorre ogni giorno, con corsie separate, banchine protette, una buona illuminazione notturna, segnaletica chiara e interventi di messa in sicurezza immediati dove necessario.
Nel corso degli anni ho assistito a una serie di annunci, di pressanti promesse e di dichiarazioni di cantierabilità. Qualcosa resta sempre sospeso: una scadenza spostata, una gara rimandata, una piramide di autorizzazioni che sembra non avere mai la vetta. E nel frattempo, ogni giorno, nelle vicinanze di La Torba e Il Chiarone, si continua a rischiare. Non è una questione di “opere perfette” o di contingenze della burocrazia: è una questione di responsabilità pubblica. Se si vuole davvero mettere in sicurezza quel tratto, serve una svolta, e serve ora.
L’appello è chiaro e diretto: il presidente del Consiglio - in prima persona - si assuma l’impegno di realizzare finalmente la messa in sicurezza del tratto Aurelia La Torba - Il Chiarone, mettendo in campo un cronoprogramma vincolante, trasparente e verificabile. Non si tratta solo di annunci a distanza di mesi o anni, ma di un piano concreto che coinvolga tutti gli attori: enti locali, regioni, Anas o l’ente gestore competente, aziende appaltatrici, comunità interessate.
La posta in gioco è alta: si tratta di proteggere vite, ridurre i tempi di percorrenza, aumentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e creare un esempio di efficiente intervento pubblico. La strada non è un simbolo di inefficienza o di inerzia: è una responsabilità che appartiene a chi amministra e a chi governa, a chi gestisce le opere pubbliche e a chi le paga con le tasse di una comunità. È tempo di trasformare le parole in atti concreti, di convertire le promesse in fatti visibili e misurabili.
La messa in sicurezza del tratto di Aurelia La Torba - Il Chiarone non è solo una speranza, è una necessità. E ora è il momento di agire.
Marco Nieto - capogruppo Svolta per l'Argentario