Monte Argentario: «Nella seduta del 1° settembre 2025, il Consiglio Comunale di Monte Argentario ha discusso e approvato l’avvio del procedimento per la realizzazione dei lavori di messa in sicurezza del Porto di Porto Ercole, nell’ambito dell’attuazione del Piano Regolatore Portuale (PRP). La deliberazione approvata - dichiara Marco Nieto, Capogruppo di Svolta per l'Argentario - include anche gli indirizzi per la richiesta dei pareri necessari all’approvazione del Progetto di Fattibilità Tecnico-Economica (PFTE).
Durante la discussione, è emersa con forza anche la questione delle concessioni demaniali marittime all’interno del porto di Porto Ercole, tema centrale per il futuro assetto gestionale del porto e delle sue attività economiche e turistiche.
In particolare, è stata criticata la scelta dell’amministrazione comunale di procedere mediante autoconcessione, cioè con l’attribuzione diretta a sé stessa della concessione demaniale portuale totale. Tale modalità secondo la posizione espressa in Consiglio da Marco Nieto, non risulta - al netto di poter semplicemente procedere ad affidamento a privati tramite gare ex direttiva Bolkentein - coerente con il quadro normativo vigente, in particolare alla luce della Legge n. 201/2022 sui servizi pubblici locali, che non contempla l’istituto dell’autoconcessione come forma legittima di gestione.
La Legge 201/2022, infatti, ha introdotto principi chiari in materia di organizzazione e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica, ponendo l’accento su criteri di trasparenza, efficienza, sostenibilità economica e rispetto del diritto europeo in materia di concorrenza e affidamento dei servizi. In questo senso si è espressa anche la AGCM.
In questo contesto, qualsiasi forma di gestione diretta deve fondarsi su una corretta qualificazione giuridica e sull’adozione di strumenti conformi alla normativa, come le aziende speciali.
Secondo questa visione, la soluzione più conforme alla normativa sarebbe quella di affidare la gestione delle concessioni demaniali all’azienda speciale del Comune, in quanto soggetto giuridico strumentale dell’ente locale, dotato di personalità giuridica e autonomia gestionale, ma pienamente pubblico e controllato dall’amministrazione. Tale scelta consentirebbe di garantire una gestione trasparente, efficiente e conforme sia alla Legge Regionale Toscana n. 88/1998, che attribuisce agli enti locali la facoltà di gestire direttamente le concessioni demaniali, sia alla normativa nazionale.
Inoltre, è stato sottolineato come la procedura scelta dall’amministrazione, oltre a sollevare dubbi di legittimità, ha comportato anche un costo annuale (per 50 anni) per la collettività di circa 350.000 euro/anni, che poteva essere evitato attraverso la gestione pubblica tramite l’azienda speciale, senza rinunciare al controllo diretto sull’intero specchio acqueo.
Nel corso del dibattito, la Giunta ha inoltre anticipato l’intenzione dell’amministrazione di adottare un modello di gestione “a doppio binario”, prevedendo l’affidamento di alcuni beni e servizi portuali all’azienda speciale comunale, e la concessione ad altri soggetti per il resto delle attività. Una scelta che, pur non ancora formalizzata, denota un evidente stato di incertezza e di mancanza di coerenza strategica nella traiettoria gestionale del Comune, rischiando di compromettere la chiarezza e l’efficacia dell’azione amministrativa.
Il dibattito ha messo in evidenza l’importanza di adottare scelte normative corrette e pienamente trasparenti per la gestione delle risorse pubbliche, soprattutto in un ambito delicato come quello portuale, strategico per l’economia e l’identità del territorio.
Rimangono ora da attendere gli sviluppi successivi - conclude Nieto - e le determinazioni dell’amministrazione, con l’auspicio che ogni decisione futura sia improntata al pieno rispetto della legalità, alla sostenibilità economica e alla tutela dell’interesse pubblico».