Paolo, il figlio di tutti. Che la sua morte non venga dimenticata.
Grosseto: «Ogni inizio di anno scolastico dovrebbe portare entusiasmo, curiosità, voglia di conoscere nuovi compagni o di ritrovare i vecchi amici. Quest’anno - dichiara Rita Bernardini del Gruppo Misto di minoranza -, invece, porta con sé il dolore di una tragedia: Paolo non c’è più. Non ha retto al peso delle prese in giro, delle parole diventate catene, della solitudine che spesso accompagna chi è vittima di bullismo.
Il bullismo non è uno scherzo. È una ferita che lacera ogni giorno. C’è chi ride, chi minimizza, chi resta spettatore. Ma c’è anche chi soffre in silenzio fino a non farcela più. E questo dolore ci riguarda tutti. Ai ragazzi: ricordate che ogni parola ha un peso. Una battuta può sembrare nulla, ma per chi la riceve può diventare devastante. Il vero coraggio è difendere, non colpire. Ai genitori: facciamo attenzione ai linguaggi che usiamo in casa. I figli imparano da ciò che ascoltano: se la derisione è normalizzata, rischia di diventare comportamento quotidiano.
Il gesto di Paolo riporta al centro il tema del bullismo, fenomeno che continua a colpire in silenzio migliaia di ragazzi. Una parola, una risata alle spalle, un’esclusione possono trasformarsi in un macigno insostenibile.
Per questo l’appello deve essere collettivo: possiamo fare ancora molto di più di quanto già stiamo facendo, servono più sportelli di ascolto, percorsi di sensibilizzazione, un impegno condiviso di famiglie, docenti e studenti. Servono ancora più progetti, una vera educazione basata sul rispetto e sulla solidarietà, momenti di confronto e laboratori che aiutino i ragazzi a gestire emozioni e conflitti.
La scuola non deve essere lasciata sola e le famiglie non possono essere lasciate sole, è dovere di tutti agire. Il caso di Paolo non può rimanere isolato, ma deve essere quella tragedia che ci deve dare forza a cambiare perché il bullismo uccide. La prevenzione passa da un’alleanza forte tra scuola, famiglia e società. Ad ognuno di noi, il rispetto verso il prossimo a partire dai social».