Grosseto: «Nei giorni scorsi - scrive il consigliere provinciale Amedeo Gabbrielli - Acquedotto del Fiora ha presentato il nuovo logo, esito di un percorso di rebranding volto a rinnovare l’immagine e la comunicazione della società. Il presidente Roberto Renai ha illustrato le motivazioni dell’iniziativa, sottolineando come il nuovo logo rappresenti la sintesi di un processo di condivisione interna e un rafforzamento del legame con il territorio. Ha inoltre precisato che non sono previste modifiche alle attuali modalità di servizio né ai canali di contatto con gli utenti».
«In qualità di consigliere provinciale - continua Gabbrielli -, desidero richiamare l’attenzione sulle dichiarazioni dei soci riportate sul quotidiano Il Tirreno di venerdì 24 ottobre, in particolare quelle di Acea, che detiene il 40% delle quote di Acquedotto del Fiora. Pur apprezzando lo spirito di rinnovamento, Acea ha espresso perplessità sui costi e sull’opportunità del progetto di rebranding, ritenendolo, in questa fase, un investimento non prioritario e potenzialmente controproducente».
«Il gruppo romano - aggiunge Gabbrielli -, come riportato dal quotidiano, ha sottolineato l’importanza di destinare le risorse a interventi strutturali e gestionali capaci di migliorare l’efficienza del servizio idrico e di ridurre i costi per gli utenti. Come rappresentante eletto, ritengo che questi debbano essere gli obiettivi principali: offrire servizi migliori e contenere la spesa dei cittadini. Un richiamo particolarmente significativo se si considera che le tariffe dell’Acquedotto del Fiora risultano tra le più elevate della Toscana e tra le più alte a livello nazionale».
«Ogni investimento - conclude il consigliere provinciale Amedeo Gabbrielli - dovrebbe quindi essere orientato prioritariamente ad azioni concrete, volte a garantire la qualità del servizio e a ridurre le bollette, in linea con le indicazioni di Acea e nell’interesse dei cittadini».