Il coordinatore Alessandro De Carolis Ginanneschi: “Il progetto del Comune della Costa d’Argento è condivisibile. Serve superare i campanilismi e valutare accorpamenti anche nell’Amiata e in altre aree della provincia.”
Grosseto: "La ribadita proposta del Sindaco di Monte Argentario, Arturo Cerulli, sulla fusione di cinque Comuni della zona sud della Provincia per la creazione del “Comune della Costa d’Argento” ci vede pienamente concordi. Inutile ribadire gli argomenti a sostegno, ben espressi da Cerulli.
Anzi, considerate le oggettive difficoltà sia economiche sia gestionali in tema di servizi alla cittadinanza che caratterizzano inevitabilmente gran parte dei piccoli Comuni, con la stessa logica e gli stessi criteri sarebbe opportuno anche l’accorpamento di almeno quattro dei Comuni del versante grossetano dell'Amiata (da Seggiano a Santa Fiora), così come di Castell’Azzara con Roccalbegna, e pure di vari altri a nord e a sud della Provincia, i cui esempi sarebbe lungo elencare.
Solo per esempio, basti pensare che il solo Comune di Roccastrada ha superficie (poco più di 280 Km. quadrati) sia pur di poco superiore a quella complessiva di quei quattro Comuni (circa 273 Km. quadrati), ed ha al suo interno centri abitati di non scarsa rilevanza: eppure non risultano lamentele o rivendicazioni di “spezzettare” quel Comune.
Questo nell'ottica di una dovuta semplificazione e di un consistente risparmio di costi, tenuto pure conto che ormai molti servizi possono essere utilizzati on line e non c’è bisogno della presenza fisica del cittadino.
I vari iter potrebbero essere complessi, tenuto anche conto della normativa vigente: ma è giunto il tempo che si incominci almeno a rifletterci, uscendo da eventuali atteggiamenti campanilistici francamente non al passo coi tempi e illogicamente conservatori".
Alessandro De Carolis Ginanneschi