Nieto critica la linea dell’amministrazione sul porto: «Bandi non pubblicati, ricorsi inevitabili e pontili vuoti per decisioni miopi».
Monte Argentario: “Svolta per l’Argentario” ritiene doveroso chiarire, con franchezza e senza giri di parole, ciò che in questa vicenda continua a essere taciuto: le concessioni sono scadute il 31 dicembre 2023. Lo sanno tutti, compresi i concessionari uscenti.
Partiamo da qui, perché tutto il resto – polemiche, ricorsi, accuse di rallentamento – è solo il frutto di una gestione politica che ha scelto la strada più tortuosa, pur avendo davanti agli occhi la soluzione più semplice: indire subito i bandi e le gare, come richiede la legge e come impone il buonsenso. Invece no.
L’amministrazione ha preferito avviare un percorso cavilloso, puntando su un autoaffidamento cinquantennale e su un progetto dai contorni ancora poco chiari, e dubbi sulla corretta applicazione delle norme, aprendo così inevitabilmente la porta a contestazioni, ricorsi continui e incertezze che potrebbero portare esiti molto negativi per l'interesse pubblico e le casse del Comune. E oggi ci si lamenta perché arrivano i ricorsi? È come se, per andare da Bolzano a Trento, qualcuno decidesse di passare prima da Palermo.
Poi, quando il viaggio diventa infinito, si dà la colpa alle curve.
Noi lo diciamo da mesi: la scelta del Comune è stata politicamente ed amministrativamente miope.
Lo dimostra il fatto che i ricorsi non riguardano solo le concessioni attuali, ma addirittura gli atti preliminari ai lavori futuri. Segno evidente che l’intero impianto amministrativo presenta criticità che non possono essere liquidate con la solita accusa di “voler rallentare il sistema”.
- Il sindaco parla di “correttezza delle scelte” e di procedere “nel pieno rispetto delle regole”. Benissimo, allora perché non partire dalle regole più semplici e immediate?
- Perché non pubblicare i bandi appena scadute le concessioni, come prescrive la normativa e come avviene in qualunque altro porto italiano?
- Perché imboccare un vicolo che ora rischia di diventare cieco?
E arriviamo al punto più paradossale: si annuncia che dal 30 novembre “i pontili rimarranno vuoti”.
Un fallimento annunciato, il risultato non dei ricorsi ma di scelte politiche sbagliate, temporeggiamenti ingiustificabili e priorità invertite. Sarebbe bastato affrontare la questione come fanno le amministrazioni che rispettano tempi, norme e comunità locale: gare subito, trasparenza immediata, nessuna scorciatoia. Invece oggi il Comune si ritrova ostaggio del proprio stesso percorso, mentre il porto – risorsa strategica per tutto l’Argentario – rischia l’ennesima stagione d’incertezza.
Noi continueremo a vigilare, punto per punto, e a denunciare ogni passaggio che non tuteli il bene pubblico e l’interesse collettivo.
Il porto non è di chi amministra oggi, né di chi amministrerà domani: è dei cittadini dell’Argentario. Ed è a loro che dobbiamo risposte chiare, non percorsi amministrativi che vanno da Bolzano a Trento passando per Palermo.
Marco Nieto - Capogruppo consiliare Svolta per l'Argentario