Politica

Gori attacca la Giunta: “Grave rinuncia sulle farmacie comunali”

Il consigliere critica la mancata prelazione sulle quote FCR: “Si abdica al ruolo pubblico in un servizio strategico”

Gori attacca la Giunta: “Grave rinuncia sulle farmacie comunali”

Il consigliere critica la mancata prelazione sulle quote FCR: “Si abdica al ruolo pubblico in un servizio strategico”

Grosseto: “Un’occasione persa per miopia politica”. Così il consigliere comunale Gori, padre storico del primo referendum cittadino che salvò le farmacie comunali dalla vendita totale, interviene duramente sulla decisione dell’Amministrazione di non esercitare il diritto di prelazione sulle quote della FCR (Farmacie Comunali Riunite) messe in vendita dal socio privato.

Gori, che in passato guidò la mobilitazione civica per mantenere pubblico questo asset strategico, non nasconde la sua preoccupazione per la scelta della Giunta di restare inerte di fronte al riassetto societario.

“Quella del referendum non fu solo una battaglia simbolica, ma una prova di lungimiranza economica e sociale,” dichiara Gori. “Dimostrammo che il Comune non doveva fare cassa svendendo i gioielli di famiglia. Oggi, di fronte all’uscita del socio privato, l’Amministrazione compie un errore imperdonabile rinunciando a esercitare il diritto di prelazione. Significa, di fatto, lavarsene le mani e permettere che una quota fondamentale della società passi di mano senza che il Pubblico tenti di riacquisirne la totale proprietà”.

Secondo il consigliere, la mancata acquisizione delle quote rappresenta un danno potenziale per le casse comunali e per la governance del servizio: “Le farmacie producono utili. Rinunciare a riportare quella ricchezza interamente o maggiormente nelle casse pubbliche è incomprensibile. Quei soldi, invece di finire come dividendi a nuovi soggetti privati, dovrebbero essere reinvestiti in servizi per i grossetani, nelle strade, nel sociale. Si dirà che mancano le risorse per l’acquisto, ma è la classica scusa dell’immobilismo: una società sana come FCR permetterebbe operazioni finanziarie sostenibili che si ripagano con gli utili stessi”.

Gori conclude con un appello alla coerenza politica e amministrativa: “Il rischio è che, senza un intervento deciso del Comune, la FCR risponda sempre più a logiche di puro profitto commerciale, mettendo in secondo piano la sua vocazione sociale, come la calma dei prezzi e i servizi nelle zone meno redditizie. Chi come me ha lottato per salvare le farmacie quando tutti volevano venderle, non può accettare che oggi si abdichi a questo ruolo. Non esercitare la prelazione è una rinuncia alla sovranità su un servizio sanitario territoriale fondamentale”.


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