Rigassificatore, salta il Consiglio comunale: “Mozione svuotata e maggioranza senza numeri”

Follonica: Dura presa di posizione dei gruppi di opposizione: critiche agli emendamenti di Fratelli d’Italia, al metodo seguito e all’incapacità di garantire il numero legale. “Il territorio non può essere messo ai margini” ribadiscono i consiglieri di opposizione Emanuele Betti, Francesco Ciompi, Mirjam Giorgieri, Giacomo Manni, Andrea Pecorini e Francesca Stella.

«In Consiglio comunale a Follonica - si legge nella nota - si è consumata una pagina grave, che i cittadini hanno il diritto di conoscere. La nostra mozione sulla proroga del rigassificatore di Piombino aveva un obiettivo chiaro: difendere il Golfo di Follonica, pretendere il rispetto degli impegni assunti nel 2022 e dire no a una proroga che trasformerebbe una scelta emergenziale in una presenza stabile. Fratelli d’Italia ha scelto di presentare emendamenti solo oggi, nonostante avesse avuto due mesi per farlo, per cancellare ogni critica al Governo, svuotando completamente il senso della mozione. Una scelta politica precisa: chinare la testa e sostituire la difesa del territorio con la fedeltà al partito. Non può passare sotto silenzio neppure il metodo con cui si interviene su una materia così delicata: un emendamento arrivato in modo intempestivo, che di fatto riscrive parti rilevanti del provvedimento, incidendo su elementi fondati su dati oggettivi e analisi già disponibili. Questo modo di procedere rischia di indebolire la credibilità del percorso amministrativo, perché quando i dati vengono messi in secondo piano rispetto a scelte dell’ultimo momento, si crea una frattura tra ciò che è stato analizzato e ciò che viene poi deciso. Su temi che riguardano direttamente il tratto di mare del Golfo, non possiamo accettare un ruolo marginale».

«Follonica e gli altri Comuni che si affacciano su questo tratto di costa - continuano i consiglieri di opposizione - devono essere messi nelle condizioni di incidere realmente nelle scelte, perché sono i territori che vivono quotidianamente gli effetti – ambientali, economici e sociali – di queste decisioni. Rafforzare questa posizione non è una rivendicazione politica, ma una necessità di buon governo: le decisioni devono nascere dove gli impatti si manifestano. Ma ancora più grave è quanto accaduto dopo. La maggioranza non è stata nemmeno in grado di garantire il numero legale su un tema così rilevante. Il Consiglio è stato sciolto: un segno evidente di debolezza, divisioni interne e totale mancanza di responsabilità istituzionale. A questo punto la domanda è inevitabile. Il Sindaco può dirsi all’altezza del proprio ruolo se la sua maggioranza sceglie di difendere gli interessi di partito invece di quelli della città? E con quale credibilità può parlare di tutela del territorio, se il Consiglio comunale viene meno proprio quando è chiamato a decidere?».