Marco Nieto: "Variazione DUP o svendita del patrimonio pubblico? La verità sulla dismissione di beni storici e identitari"

Monte Argentario: "Dietro la definizione tecnica di “Variazione DUP” si nasconde, in realtà, una scelta politica ben precisa: la dismissione di beni pubblici comunali di enorme valore storico, affettivo e identitario". Queste le parole Marco Nieto capogruppo Svolta per l'Argentario.

"L’amministrazione - continua Nieto (foto cover) - ha messo nero su bianco un piano di alienazioni da 12 milioni di euro che comprende, tra gli altri, le ex scuole del Pianetto (4,1 milioni) e le ex scuole elementari di Porto Ercole (6,2 milioni). Immobili che rappresentano molto più di semplici asset patrimoniali: sono luoghi simbolo per la comunità, spazi che potrebbero e dovrebbero essere restituiti ai cittadini attraverso progetti di valorizzazione pubblica.

Eppure la stessa maggioranza raccontava, per scritto, tutt’altra storia. Nelle linee programmatiche di mandato, pubblicate sul sito del Comune, era stata delineata una visione chiara e ambiziosa. In particolare, per le ex scuole elementari di Porto Ercole si parlava esplicitamente di un polo multifunzionale: uno spazio dedicato alle associazioni, allo sport, al lavoro e alla socialità. Un progetto concreto, dettagliato, non una semplice dichiarazione di intenti.

Oggi, invece, tutto cambia. Nessuna spiegazione convincente, nessun confronto pubblico, nessuna revisione progettuale condivisa: si passa direttamente alla vendita. Una scelta che appare priva di visione e che sembra rispondere esclusivamente alla necessità di fare cassa.

Una giustificazione che appare ancora più debole se si considerano le dichiarazioni degli stessi amministratori, secondo cui i lavori del porto dovrebbero essere finanziati attraverso le entrate derivanti dai lotti concessi. Viene quindi da chiedersi: perché alienare beni strategici senza un reale bisogno strutturale?

Ma la questione più grave resta un’altra: quando è stato comunicato ai cittadini che l’interesse pubblico su questi immobili non era più una priorità?

Non è solo un problema di coerenza politica, già di per sé rilevante. È una questione di rispetto verso la comunità di Porto Ercole, alla quale era stato promesso un percorso di valorizzazione pubblica, sociale e partecipata di questi spazi.

Per tutte queste ragioni, la nostra posizione è stata ed è di ferma contrarietà. Quella che viene presentata come una variazione tecnica si configura, nei fatti, come una rinuncia politica: la rinuncia a investire sul patrimonio comune e sulla sua funzione sociale". Conclude Marco Nieto capogruppo Svolta per l'Argentario.