Firenze: «Nell’ultimo Consiglio regionale del 29 aprile, in seguito alla presentazione degli emendamenti sottoscritti da tutte le forze di maggioranza, abbiamo approvato all’unanimità un’importante mozione a sostegno del settore della pesca in una fase in cui risulta essenziale dare risposte concrete ai lavoratori». Con queste parole Lidia Bai, consigliera regionale del PD, commenta il via libera all’atto d’indirizzo per sostenere un settore strategico per l’economia costiera toscana.
Parliamo di una realtà che in Toscana conta circa 470 imprese e oltre 1.200 addetti. Una quota significativa di questa filiera insiste sulla Provincia di Grosseto, grazie alle flotte di Castiglione della Pescaia, Marina di Grosseto e dell’Argentario, oltre alle eccellenze nell'acquacoltura, nella lavorazione, cooperazione e nel commercio.
“Una realtà economica che è sinonimo di qualità: difenderla significa difendere il futuro di intere comunità”, – spiega Bai che aggiunge: «I nostri emendamenti, integrando il testo di minoranza, hanno posto l’accento sull’urgenza di liquidare celermente, da parte del Governo, gli indennizzi per il fermo pesca 2024 e quelli per il 2025, determinanti per salvaguardare la tenuta economica delle imprese. Ma non ci siamo fermati qui: come Partito Democratico abbiamo impegnato la Giunta a prevedere iniziative dirette, garantendo sostegno anche alle attività a terra, che sono parte integrante e vitale del comparto».
Il testo prende in esame anche la stabilità economica delle imprese ittiche, messe a dura prova dai ritardi burocratici. Il documento impegna infatti la Regione a prevedere misure specifiche, anche di natura contributiva, per supportare l'intera filiera, fondamentale per il tessuto occupazionale e sociale della costa.
«Il comparto attraversa un momento delicato – conclude la consigliera – e la diminuzione delle imbarcazioni è un allarme che non possiamo ignorare; il nostro lavoro iniziato da tempo su questo tema, e condiviso con la presidente della Commissione Sviluppo economico Brenda Barnini, ha reso l’atto più aderente alle necessità reali degli operatori».