Castiglione della Pescaia: "Come opposizione, prendiamo atto con crescente perplessità dell’evoluzione comunicativa della sindaca di Castiglione della Pescaia, Elena Nappi, sul tema – serissimo – dell’assistenza sanitaria territoriale e della guardia medica turistica.
Solo poche settimane fa, con toni trionfalistici e autoreferenziali, la prima cittadina raccontava pubblicamente di incontri «ripetuti e proficui» con il nuovo Direttore Generale della ASL Toscana Sud Est, annunciando un rinnovato spirito di dialogo e assicurando imminenti risultati.
Oggi, la stessa sindaca minaccia di incatenarsi davanti al Comune per l’assenza della guardia turistica, portando in scena l’ennesimo atto del suo ormai riconoscibile modello amministrativo ispirato a un teatro dell’interprete totale, dove chi governa scrive, dirige e recita sempre da protagonista.
Dall’ufficio ai riflettori, dalla “collaborazione” al melodramma: ogni questione irrisolta diventa occasione di spettacolo. Ma il problema non nasce oggi. Già tre anni fa, le opposizioni – tra cui due medici – avevano trovato colleghi disponibili a coprire il servizio, a condizione che il Comune investisse risorse proprie. L’amministrazione preferì voltarsi dall’altra parte e, oggi, invece di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, si appella allo show. Per la stagione 2024 si è scelto di assumere infermieri, lasciando scoperto un servizio essenziale.
Eppure, la normativa regionale è chiara: i medici presenti sul territorio possono coprire il servizio a tariffe calmierate – 20 euro per una visita ambulatoriale, 25 per una domiciliare. Ma l’amministrazione ha preferito complicare ulteriormente la situazione, concentrando i servizi nella zona oltre il ponte, ignorando che la stragrande maggioranza delle strutture ricettive – da Rocchette a Roccamare, da Pian di Rocca al centro storico – si trovano nella parte nord del paese, quella che versa oltre 1,4 milioni di euro di tassa di soggiorno ogni anno. Eppure, nonostante queste entrate, si continua a non trovare una soluzione concreta per garantire l’assistenza turistica.
Anzi, si è scelto deliberatamente di creare disagio a oltre tremila residenti nella parte vecchia del paese, affittando quattro ambulatori, uno spogliatoio e i relativi servizi, già arredati e pronti all’uso con tutte le utenze a carico del Comune apparentemente ad un prezzo risibile (3000 eur mensili) e del tutto incongruo rispetto ai valori di mercato; cosa che solleva più di un dubbio sull’opportunità della scelta. Si tratta, evidentemente, di scelte politiche precise, di cui questa Amministrazione – tanto attiva sui social quanto assente nella gestione reale dei problemi – dovrebbe assumersi pienamente la responsabilità.
Siamo quindi al paradosso: chi è causa del suo mal, pianga sé stesso. L’amministrazione ha avuto anni per organizzare un servizio efficiente, ma ha preferito la propaganda alle decisioni operative.
E non è tutto. È emblematico quanto accaduto a Punta Ala, dove un ambulatorio è stato tolto a una dottoressa con la motivazione che gli spazi sarebbero stati riservati ai medici di base. Peccato che quegli stessi spazi siano poi stati affittati a, sembrerebbe, 10 euro al mese a liberi professionisti ben “piazzati” oltre il ponte. Bastava un accordo di buon senso – ma a quanto pare, per questi “custodi del territorio investiti di infallibilità mediatica” il buon senso e’ scomodo. Come opposizione continueremo a chiedere chiarezza sulle azioni intraprese, sui risultati (ancora inesistenti) e sulle responsabilità politiche di chi governa, ma si comporta come vittima. Il tempo dei teatrini è finito. Servono scelte vere, fondate su trasparenza, coerenza e rispetto per i cittadini12, termina la nota.