Ciclovie e mobilità: I Love Grosseto (ILG) richiama l’Amministrazione al rispetto degli standard europei e dell’identità maremmana

Grosseto: "Sentiamo il dovere di intervenire pubblicamente per esprimere una profonda preoccupazione riguardo alla visione strategica che l’Amministrazione sta applicando alla progettazione delle principali arterie ciclabili del nostro comune. La Maremma grossetana possiede peculiarità naturali e una conformazione territoriale che la renderebbero il terreno ideale per l’applicazione dei criteri europei PRESTO (Promoting cycling for Regions and Everyone as a Sustainable Transport Option): sicurezza, coerenza, comfort, attrattività e, soprattutto, direttività. Eppure, le scelte attuali sembrano andare in una direzione opposta", scrive I Love Grosseto.

"Due grandi infrastrutture, attualmente in fase di definizione, presentano criticità strutturali che rischiano di comprometterne la funzione primaria di mobilità reale: il collegamento tra l’argine dell’Ombrone, Principina a Mare e Marina di Grosseto (oggetto della proposta n. 57 del 16/04/2026 recentemente approvata dal Consiglio comunale) e la ciclovia verso Casalecci e Istia d’Ombrone. In entrambi i casi, viene sistematicamente violato il principio di "direttività", che imporrebbe il percorso più breve e lineare possibile per rendere la bicicletta competitiva con gli altri mezzi - prosegue Giacomo Gori, I Love Grosseto -. Nel caso della Ciclovia Tirrenica verso il mare, il tracciato abbandona la dorsale principale per entrare nell'abitato di Principina e poi tornare indietro, prevedendo uno schema simile anche per Marina di Grosseto. Per quanto riguarda il collegamento verso l'interno, lo studio presentato prevede deviazioni che allungano sensibilmente il tragitto, entrando dentro Casalecci e passando dietro l’abitato delle Stiacciole. Questa scelta di sacrificare la linearità per servire capillarmente ogni singola frazione con l'asse principale è a nostro avviso un errore: le grandi arterie devono garantire tempi di percorrenza rapidi, mentre il collegamento con i centri abitati dovrebbe essere demandato a una rete secondaria di ciclabili e zone 30".


"A questa scarsa efficienza si aggiunge una grave mancanza di visione identitaria: ad esempio l'assenza di una reale integrazione tra ciclovia e ippovia. In una terra di cavalli e di tradizioni rurali come la nostra, progettare infrastrutture da milioni di euro che non prevedano percorsi affiancati o fondi compatibili con il turismo equestre significa ignorare la nostra storia e una fetta importante dell'economia locale. Desta inoltre perplessità la gestione amministrativa e finanziaria. Per il lotto verso Principina, il quadro economico è lievitato dagli originali 1.200.000 euro agli attuali 2.950.000 euro. Nonostante questo enorme aumento di spesa (+145%), l'Amministrazione ha ammesso di aver mantenuto il tracciato del 2020, ignorando le richieste di adeguamento ai criteri della Ciclovia Tirrenica formulate dal Collegio di Vigilanza nel 2022. Infine, l’utilizzo di varianti urbanistiche semplificate (art. 21 L.R. 65/2014) ha di fatto evitato il confronto con i cittadini, impedendo la presentazione di osservazioni. Sbagliare oggi la progettazione di queste arterie fondamentali, significa depotenziare la ciclomobilità grossetana in modo irreversibile. Chiediamo all'amministrazione più coraggio negli espropri e più impegno non pensando a soluzioni facili, comode o di parte ma alternative, maggiormente lineari e integrate, prima che sia troppo tardi: Grosseto merita infrastrutture all'altezza degli standard europei, della nuova micro mobilità elettrica e rispettose della propria vocazione territoriale. La ciclabilità è già oggi un asset fondamentale per lo sviluppo di un territorio non vocato; figuriamoci per la maremma grossetana", conclude Giacomo Gori.

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