Scansano: “Il servizio di raccolta rifiuti va riorganizzato ma la proposta di Sei servizi è irricevibile, nel metodo e nel merito”. Il Circolo Pd di Scansano sostiene l’Amministrazione Comunale nel respingere una forzatura inaccettabile. “La riorganizzazione – si legge in una nota del Pd scansanese – deve offrire al cittadino il miglior servizio ai costi più bassi possibili, il piano di Sei porterebbe al risultato opposto: meno servizi ma più cari”. Il documento è stato approvato dal Pd che, appresa la convocazione del Consiglio Comunale per oggi 5 maggio, ha chiesto delucidazioni alla Sindaca Maria Bice Ginesi. Con lei - che ha informato le opposizioni che incontrerà prima del Consiglio “perché il tema avrà ricadute economiche ed organizzative negli anni, per tutti” - la sintonia è piena”.
“La riorganizzazione della raccolta rifiuti – ricostruisce la nota Pd - è oggetto di confronto ormai da due anni tra Comune, Ato e Seiandato avanti sino ai primi di marzo. Poi, invece di un nuovo appuntamento è stato comunicato un piano unilaterale. Una forzatura incomprensibile e illogica visto che il piano può partire solo con l’approvazione della Giunta”.
Non è solo questione di metodo. Nel merito, Sei prevede il porta a porta nei centri abitati e la drastica riduzione delle postazioni di raccolta fuori dall’abitato, dalle attuali 200 a 18. “Una follia per un territorio di 27 chilometri quadrati”. Il tutto da realizzare in tempi strettissimi per partire con il porta a porta dal 15 giugno. A quella data dovrebbero essere anche pronte le 18 piazzole per i cassoni: non ci sono i tempi per iter burocratici e realizzazione.
“E’ vero che il porta a porta è l’unico servizio in grado di far crescere la quota di differenziata - sottolinea il Pd - ma serve tempo per informare la popolazione di quella che è una vera rivoluzione. E l’informazione è vitale visto che nei centri abitati risiedono soprattutto anziani ed extracomunitari. Ma la criticità vera riguarda il territorio extraurbano. 27 mila ettari con 16 abitanti per chilometro quadrato. Ridurre le postazioni da 200 a 18 vuol dire obbligare i cittadini a fare chilometri per trovare i cassoni: aumentano costi, disagi e il rischio di veder nascere discariche abusive con danni enormi per il territorio.
“La riorganizzazione - sottolinea il Pd nella nota firmata dalla Segretaria Teresa Bartoli a nome del direttivo - deve puntare ad offrire un servizio migliore al miglior prezzo. E deve tener conto della particolarità del territorio e della sua composizione sociale. E’ inutile parlare di Toscana diffusa e aree interne da salvaguardare e incentivare se poi gli atti concreti producono tagli ai servizi rendendo sempre più difficile abitarle. E sappiamo che lo spopolamento vuol dire abbandono del territorio con danni pagati a valle anche dai centri urbani”.
Per tutto questo il Pd sostiene l’amministrazione Ginesi e tutto il Consiglio comunale nella difesa degli interessi della comunità e invita il suo capogruppo in Consiglio Comunale Severino Seggiani a dar voce alle preoccupazioni che il piano Sei solleva.