Castiglione della Pescaia: "Nei giorni scorsi, l’assessora Sandra Mucciarini ha pubblicamente insultato i gruppi consiliari di opposizione con un commento volgare e inaccettabile, apparso sotto un post Facebook che trattava un tema delicato come quello della sanità territoriale. Il contenuto – “Sono str…” – non è frutto di un equivoco né di un fraintendimento: è una frase precisa, scritta con piena coscienza e rivolta contro chi ha osato esprimere critiche, peraltro legittime e documentate, all’operato dell’Amministrazione.
La successiva rimozione del commento e la spiegazione fornita dall’assessora – secondo cui la frase sarebbe finita “per sbaglio” su Facebook mentre era destinata a una chat privata di WhatsApp – non solo non chiariscono nulla, ma rappresentano un’ulteriore offesa all’intelligenza dei cittadini. Nessuna interfaccia, nessun automatismo, nessuna svista tecnica può giustificare il passaggio consapevole da una piattaforma all’altra, la ricerca del post, la lettura, e infine la scelta di commentare pubblicamente con un linguaggio indegno di chi ricopre una carica istituzionale.
Non è, purtroppo, la prima volta che l’assessora Mucciarini mostra insofferenza e arroganza verso le opinioni altrui: in aula consiliare, in occasione di un intervento pacato e rispettoso del consigliere Cesario, si è alzata e ha abbandonato la seduta in segno di disappunto, senza che vi fosse stato alcun motivo concreto per farlo.
Questo atteggiamento – offensivo nei toni e antidemocratico nella sostanza – richiede ben più di una goffa giustificazione.
Chiediamo ancora una volta, con fermezza e chiarezza:
• le dimissioni immediate dell’assessora Mucciarini,
• le scuse formali del sindaco Elena Nappi e di tutta l’Amministrazione,
• e una presa di distanza netta e pubblica da parte della maggioranza.
In assenza di questi atti minimi di responsabilità, non potremo che considerare il silenzio come complicità politica e responsabilità diretta da parte dell’intera giunta.
Nel frattempo, stiamo valutando con i nostri legali ogni opzione utile a tutelare l’onorabilità delle persone offese, dei rappresentanti istituzionali coinvolti e dei cittadini che, attraverso noi, esercitano il loro sacrosanto diritto alla critica.
Ci troviamo davanti a un episodio che segna un punto di non ritorno. Chi siede in un’istituzione deve saper rappresentare tutti, non solo i propri sostenitori. In caso contrario, è semplicemente inadatto a ricoprire quel ruolo.
“Le idee camminano sulle gambe delle persone. E le gambe, in questo caso, non sono affatto stabili”, termina la nota delle opposizioni.