Parcheggio Parco Centrale: confusione e contraddizioni, la città si mobilita contro il progetto

Per l'opposizione: "Il progetto di parcheggio al Parco Centrale di Follonica è criticato per confusione e contraddizioni, con dubbi sulla sostenibilità e mobilità dolce".

Follonica: "Più che chiarire, gli ultimi interventi della maggioranza sul parcheggio al Parco Centrale di Follonica stanno facendo emergere una crescente confusione politica e amministrativa". Si legge in una nota stampa dell'opposizione a firma dei consiglieri Betti, Ciompi, Giorgieri, Pecorini, Stella.

"Prima il comunicato dei partiti del centrodestra - continua il comunicato - , arrivato con toni quasi ultimativi per blindare pubblicamente il progetto. Poi l’intervento del sindaco, che prova a correggere il tiro parlando di un progetto esecutivo ancora “al vaglio”. Ma qui emerge la prima grande contraddizione.

Perché l’unico atto realmente approvato dall’amministrazione è il progetto di fattibilità votato dalla giunta, sindaco compreso. Ed è proprio in quel progetto che non compaiono né piste ciclabili né interventi concreti di mobilità dolce né riferimenti alle linee guida dell’Urban Center, che questo progetto non rispetta.

Esiste invece la trasformazione di un’area già oggi ciclopedonale in un parcheggio da circa 500 posti, con relative corsie di accesso e uscita.

Per questo appare difficile comprendere come la maggioranza possa continuare a sostenere che il progetto favorisca la mobilità dolce, quando l’unico documento ufficiale approvato racconta esattamente il contrario: si sottrae spazio oggi destinato a pedoni e biciclette per fare posto alle auto.

Evidentemente, però, qualche problema questo progetto lo ha avuto, anche se si cerca di minimizzarlo.

Fino a poche settimane fa veniva annunciato come imminente, tanto che si parlava apertamente di un parcheggio pronto già per l’estate. Oggi, invece, il sindaco parla di verifiche, valutazioni, ulteriori passaggi e nuovi atti da approfondire. Un cambio di tono evidente, che racconta una situazione ben diversa da quella trionfalistica descritta fino a ieri.

E allora una domanda diventa inevitabile: cosa è cambiato nel frattempo?

Perché se il progetto era davvero così chiaro, condiviso e pronto a partire, oggi non ci sarebbe bisogno di rallentare, rivalutare e correggere la narrazione. Il vero problema è che questa amministrazione continua a procedere senza una visione complessiva della mobilità cittadina.

Il parcheggio del Parco Centrale arriva infatti prima del piano del traffico e prima del piano della sosta, cioè prima degli strumenti che dovrebbero dire se quei 500 posti servono davvero, dove servono e con quali conseguenze sulla viabilità e sull’assetto urbano della città. E soprattutto arriva mentre esiste già un’altra area destinata alla sosta che avrebbe potuto rappresentare una risposta concreta, immediata e molto meno impattante: il parcheggio dell’ex depuratore di Follonica.

Un parcheggio già finanziato, già cantierato, già avviato e che ancora oggi resta incompiuto senza che ai cittadini venga spiegato il perché. La scelta più logica e responsabile sarebbe stata accelerare proprio su quell’intervento, completarlo rapidamente e verificare se quell’area di sosta fosse già sufficiente a rispondere alle esigenze della città, evitando nel frattempo di compromettere un’altra porzione urbana strategica come quella del Parco Centrale.

Sarebbe stato un approccio serio, graduale e pianificato. Invece si è scelta la strada opposta: annunciare un grande parcheggio senza avere ancora un quadro organico della mobilità, senza aver concluso gli interventi già avviati e senza neppure un progetto definitivo che contenga davvero quegli elementi di sostenibilità e mobilità dolce che oggi vengono evocati a parole ma che, negli atti ufficiali approvati, semplicemente non esistono.

Lo stesso vale per il richiamo al Parco Fluviale, utilizzato dalla destra quasi come una giustificazione ambientale dell’intervento. Peccato che per due anni consecutivi il Parco Fluviale non sia stato finanziato nel piano delle opere pubbliche del Comune di Follonica e che questa amministrazione non abbia prodotto alcun avanzamento concreto rispetto a quanto già esisteva.

Anche per questo il tentativo di presentare il parcheggio come un progetto di sostenibilità urbana appare più come un’operazione di comunicazione politica che come una reale strategia di riqualificazione. Nel frattempo, però, è evidente che la città si stia muovendo.

Associazioni, cittadini e realtà del territorio stanno già manifestando una forte contrarietà a questa impostazione progettuale e difficilmente resteranno in silenzio nelle prossime settimane e nei prossimi mesi davanti all’ipotesi di trasformare integralmente l’area mercatale in un parcheggio.

Anche perché la richiesta che arriva da molte parti della città è molto diversa e molto più ragionevole: destinare eventualmente alla sosta soltanto una parte limitata dell’area, mantenendo invece la fascia vicina alla gora come spazio da rinaturalizzare e valorizzare dal punto di vista ambientale e urbano.

Ed è probabilmente proprio questo il punto che oggi mette in difficoltà la maggioranza.

Perché un’amministrazione abituata a evitare il confronto pubblico e a comunicare quasi esclusivamente attraverso video, slogan e narrazioni propagandistiche sui social si trova improvvisamente davanti a una città che discute, si organizza e contesta apertamente una scelta considerata sbagliata. Evidentemente questo progetto sta sfuggendo di mano.

Perché quando associazioni, cittadini, tecnici e pezzi della comunità iniziano a mobilitarsi, non basta più raccontare che “va tutto bene”. Non bastano più i video rassicuranti o le dichiarazioni trionfalistiche.

Questo continuo tentativo di minimizzare le criticità e di rappresentare il progetto come unanimemente condiviso somiglia sempre di più a un “va tutto bene madama la marchesa” che però si scontra con una realtà molto diversa. E la realtà è che oggi, attorno al progetto del parcheggio del Parco Centrale, stanno emergendo dubbi, contraddizioni e contrarietà sempre più forti, che l’amministrazione non può più fingere di non vedere". Concludeono i consiglieri Betti, Ciompi, Giorgieri, Pecorini, Stella.