Il Sindaco di Grosseto e il revisionismo storico: un attacco alla memoria dei caduti per la libertà

La segreteria del PCI critica il Sindaco di Grosseto per le sue affermazioni sulla festa della mamma, definendole un oltraggio alla memoria dei comunisti che hanno combattuto per la democrazia e la libertà

Grosseto: «Restiamo stupiti non tanto delle uscite del Sindaco di Grosseto a cui siamo abituati, quanto al continuo revisionismo storico, culturale ed ideologico che la "politica moderna" alimenta come verità. Una verità, falsa, usata dai poteri e dai numeri per evitare che i cittadini e le nuove generazioni possano sentirsi attratti e approfondire che cosa è avvenuto studiando la storia reale». La Segreteria Provinciale del PCI risponde al Sindaco di Grosseto critigando alcune sue affermazioni in occasione della festa della mamma.

«In occasione della festa della mamma - si legge nella nota -, era prevedibile l'uscita del Sindaco di Grosseto. Infatti, puntualmente ringrazia la mamma per non essere Comunista. Affermazione che fa parte di una certa cultura politica, che con il tempo si è convinta che la libertà e la democrazia in questo paese siano sempre esistiti. Caro Sindaco, Lei oggi, oltraggia chi ha dato la propria vita per sconfiggere il fascismo e il nazismo. Sì, ha capito bene, se non ci fossero state l'Unione Sovietica, l'Armata Rossa e la Resistenza non ci sarebbe stata democrazia e la libertà di espressione. Oggi, Lei si permette di offendere la memoria dei Comunisti, di chi ha combattuto e dato la propria vita per la democrazia e la libertà dall'occupazione fascista e nazista. Vede, se avesse vinto il fascismo, noi non avremmo potuto scrivere nessuna parola contro quel mostruoso regime. Questa è la differenza tra noi Comunisti e chi attraverso rigurgiti si dichiara fascista. I Comunisti non sono mai scappati, mentre Mussolini cercò di lasciare l'Italia vestito da soldato tedesco. Ci pare che ci sia stata fin troppa indulgenza delle stesse Istituzioni, sui raduni fascisti e nazisti. Lei è un rappresentate delle Istituzioni e come tale, Le chiediamo il massimo impegno affinché resti il Sindaco di tutte e tutti i cittadini e rispettoso di chi è morto per darle la libertà di scrivere provocazioni».