Il PCI Toscano riflette sulla memoria del Segretario, denunciando la mercificazione Politica e invitando a rispolverare la sua visione per la Pace.
Firenze: Non è cosa semplice, nel 103° anniversario della nascita come in ogni altra occasione, ricordare in sintesi Enrico Berlinguer, Segretario del più grande Partito Comunista dell’Occidente - ricorda il PCI Toscana - , figura complessa in un periodo di transizione della storia politica del secolo scorso: tanto meno attualizzarne, per quanto ancora attinente al nostro contesto, l’insegnamento politico.
È però ovvio anche ai meno informati che nella politica italiana di oggi il valore di Berlinguer sta tutto nella spendibilità della sua immagine di brava persona amata da tutti: un’icona dal contenuto non politico ma solamente emotivo messa a punto e sfruttata regolarmente dai partiti neodemocristiani, della sinistra capitalista e neoliberista che si sono appropriati dei vari lasciti, in termini di popolarità, del P.C.I. storico.
Chi davvero intendesse rifarsi a Enrico Berlinguer, calandolo in maniera concreta nell’attualità invece di usarlo come brand per cercare di menare per il naso, prendendosene gioco, elettori e non, potrebbe per esempio cominciare, se non altro, a trarre ispirazione dalle sue considerazioni in materia di pace e relazioni internazionali, per poi smettere di parlare di pace da una parte e di promuovere invii di armi e retoriche belliciste dall’altra. Conclude il PCI Toscana.