Correva l’anno 1815, giorno 15 del mese di ottobre, data in cui Napoleone Bonaparte viene esiliato a Sant’Elena, isola di origine vulcanica dell’Oceano Atlantico. Dopo due mesi e una settimana di traversata, la Northumberland attraccò a Sant'Elena il 15 ottobre 1815, luogo da dove Napoleone non poteva scappare e dove morì il 5 maggio del 1821.
Sappiamo tutti chi è Napoleone Bonaparte, imperatore dei francesi e generale di tante battaglie. Dopo la sconfitta nella battaglia di Lipsia nell’ottobre del 1813, Napoleone fu spedito dalle potenze vincitrici sull’Isola d’Elba, qui seppe risorgere e tornare sul trono di Francia.

I cento giorni, la battaglia di Waterloo, sono la storia che tutti conosciamo. Ricordo che Napoleone nasce ad Ajaccio il 15 di agosto del 1769 da una famiglia originaria di Sarzana. Si narra che Bonaparte da giovane, per un certo periodo simpatizzò e appoggiò indipendentista corso Pasquale Paoli che, mentre combatteva per liberare la Corsica dai francesi, gridava: “Noi siamo italiani”.
Sull’isola di Sant’Elena il tempo non passava mai, ve ne era in abbondanza, come la pioggia e l’umidità. Un esilio vigilato, molto diverso da quello dell’isola d’Elba. La notte in cui morì Napoleone Bonaparte sull’isola vi era una terribile tempesta, per 19 anni la sua tomba rimase senza nome, solo una sentinella inglese la sorvegliava. Fu Re Luigi Filippo, che nel 1840, decise di restituire il loro imperatore ai francesi.