Salute

Sanità, F. Rossi (FDI): “Visione cieca di Regione toscana che non tiene conto delle Istituzioni"

Sanità, F. Rossi (FDI): “Visione cieca della Regione toscana che non tiene conto delle Istituzioni territoriali e delle peculiarità provinciali.”

Sanità, F. Rossi (FDI): “Visione cieca di Regione toscana che non tiene conto delle Istituzioni"

Grosseto: “I problemi che affliggono da tempo la sanità Toscana e quella maremmana sono molteplici. Si va dalla carenza ormai cronica di personale medico, infermieristico e oss, alle varie ventilate chiusure o ridimensionamenti delle strutture periferiche, come ad esempio gli ospedali di Casteldelpiano e Pitigliano, tanto per citarne alcuni”. A dirlo è il deputato e coordinatore regionale Fratelli d’Italia Toscana, Fabrizio Rossi.

“Nel frattempo – prosegue Fabrizio Rossi, - infischiandosene di tutto, la Regione toscana provvede a nomine, su nomine, in special modo quelle relative a figure apicali, tra l’altro molto onerose per le casse delle aziende e soprattutto per le tasche dei cittadini, come ad esempio è avvenuto circa 3 mesi fa con la nomina della nuova direttrice sanitaria della Asl sudest che ancora non sembrerebbe essersi interfacciata con le varie Istituzioni locali e neanche con i parlamentari locali, figure quest’ultime tutte legittimamente elette dai cittadini che pagano le tasse. Un incontro in tal senso sarebbe quantomeno utile, sia per presentarsi, ma soprattutto per fare il punto della situazione della medicina ospedaliera e territoriale in provincia di Grosseto. Un modo di operare, quest’ultimo, a mio avviso non proprio ottimale e collaborativo, che invece, se attuato, sicuramente potrebbe essere utile per ricercare soluzioni utili, in primis quelle riguardanti cittadini e malati del nostro territorio”.

“Riteniamo - commenta il deputato di FDI - che la Regione toscana, con in testa l’assessore alla sanità Bezzini, ma anche la stessa Asl sudest debbano svegliarsi. Dobbiamo iniziare a pensare programmando su vasta scala, e non solo per meri e palesi obbiettivi elettorali, cioè soprattutto a dove si terranno le prossime elezioni amministrative nella nostra provincia”.

“Innanzitutto – spiega Rossi, - ci piacerebbe illustrare alla nuova direttrice sanitaria quali sono i problemi veri che affliggono la sanità maremmana, come ad esempio la cronica carenza di posti letto, o “l’invecchiamento” del personale sanitario, soprattutto quello infermieristico, il quale non viene adeguatamente sostituito. Oppure sull’opinabile funzionalità dell’organizzazione territoriale. Una voragine, quest’ultima, per spreco di risorse economiche e inutile sia per gli ospedali che per i cittadini. Proprio in previsione di un anno appena cominciato, che come annunciato dalla stessa Regione Toscana si presenterà molto difficoltoso, occorre sin da subito comprendere bene quali saranno le intenzioni della stessa Regione e a seguire quelle della direzione della sudest circa i ventilati tagli, che da un lato vengono smentiti a parole, ma che purtroppo nei fatti poi trovano conferma nella reale e tangibile carenza di personale medico, infermieristico ed oss. La regione ha aumentato la tassazione per i toscani per ripianare il buco di bilancio, ma avrà anche pensato a tagliare le spese improduttive? Anche su queste tematiche appena elencate che si sono levate sugli scudi autorevoli voci da parte dei sindacati, ma risposte concrete ancora ad oggi all’orizzonte non ne vediamo. Pertanto, prima di tagliare risorse umane come i sanitari in prima linea, prima di tagliare le risorse farmacologiche, prima di pensare a chiudere o ridimenzionare ospedali, forse sarebbe più opportuno da parte della Regione di verificare cosa veramente e realmente serve alla popolazione e cosa invece non serve e quindi va tagliato”.

“Sono queste le risposte che i cittadini toscani e maremmani si aspettano dalla Sanità regionale, e non le solite sforbiciate sugli ospedali periferici, che contribuiscono all’abbandono delle aree interne. Quindi, Giani e Bezzini prima di gridare allo scandalo contro il Governo Meloni per il taglio dei fondi alla sanità - inesistenti poiché ci sono oltre 3 Miliardi in più sul fondo sanitario nazionale - farebbero meglio a provvedere di cancellare sprechi e soldi spesi in posizioni apicali che servono a poco o nulla e dirottare queste risorse economiche nelle realtà periferiche e di pronto soccorso, dove veramente servono”, conclude Fabrizio Rossi.


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