Nella seduta del 31 luglio, approvata con voto unanime dall’Aula di palazzo del Pegaso la mozione di Fratelli d’Italia, primo firmatario Vittorio Fantozzi
Firenze – Approvata all’unanimità dall’Aula di palazzo del Pegaso, nella seduta del 31 luglio, la mozione del gruppo di Fratelli d’Italia, primo firmatario Vittorio Fantozzi ( sx nella foto), in merito ad azioni urgenti per la prevenzione, il contrasto e il monitoraggio delle Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST) nella Regione Toscana.
L’atto impegna la Giunta a “rafforzare e implementare, con la massima urgenza, campagne regionali di informazione e sensibilizzazione sui rischi e la prevenzione delle Infezioni Sessualmente Trasmissibili, rivolte in particolare ai giovani e giovanissimi, utilizzando canali comunicativi efficaci e moderni”. Impegna inoltre l’esecutivo regionale “ad assicurare e potenziare l'accesso a servizi di screening e test gratuiti, anonimi e a bassa soglia, per la diagnosi precoce delle IST presso le Aziende Usl e le strutture sanitarie regionali, garantendo percorsi veloci per diagnosi e trattamento”; “a promuovere l'introduzione o il potenziamento di programmi di educazione sessuale e alla salute nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio toscano, in collaborazione con il Ministero dell'Istruzione e del Merito e gli enti locali, fornendo strumenti e formazione adeguata al personale docente”; “a garantire la disponibilità e la facilità di accesso a strumenti di prevenzione, come i profilattici, anche attraverso la loro distribuzione in contesti giovanili e sanitari”.
Nella mozione si ricorda come “in Italia, secondo i dati del sistema di sorveglianza delle IST dell'ISS, nel periodo 2017-202,3 si è registrato un incremento generale delle diagnosi di IST, con particolare attenzione per sifilide, gonorrea e Chlamydia trachomatis, specialmente tra giovani e giovanissimi. La Toscana, in linea con il trend d'Italia nazionale, pur non avendo dati regionali specifici disaggregati pubblicamente con la stessa frequenza dei dati nazionali, rientra nel contesto epidemiologico che evidenzia l'urgenza di interventi”.