Grosseto: “Le inaugurazioni in pompa magna del presidente Giani in provincia di Grosseto non possono nascondere la realtà: le Case di Comunità rischiano di essere l’ennesimo bluff di una Regione Toscana che vive di annunci e fallisce nella programmazione”. E’ quanto dichiara il deputato toscano di Fratelli d’Italia, Fabrizio Rossi, commentando l'apertura delle nuove strutture socio-sanitarie sul territorio maremmano.

“In astratto – spiega Rossi – le Case di Comunità dovrebbero rappresentare un passo avanti per la medicina territoriale e i pazienti cronici. La realtà, purtroppo, ci dice che il rischio che rimangano bellissime strutture sulla carta è altissimo. È incredibile che, nonostante si sapesse da anni della loro apertura, solo ora la Regione si preoccupi di capire chi debba lavorarci dentro. Siamo davanti alla classica politica del ‘fare i conti senza l’oste’”.
“I medici di base mancano da anni in intere zone della nostra provincia – commenta Rossi – le guardie mediche sono pressoché inesistenti e i medici del 118 sono rimasti in pochissimi, spesso costretti a tappare i buchi nei Pronto Soccorso. Eppure, la Regione pensa di risolvere il problema con una ‘caccia all'uomo’ proprio tra i medici del 118 per infilarli nelle Case di Comunità. Ci chiediamo: quali compiti avranno? Dirigenti medici messi a disposizione della medicina di base? E i medici di medicina generale, che già gestiscono carichi massacranti fino a 2.000 pazienti, come potranno garantire la loro presenza a costo zero? I sindacati hanno già espresso fortissime perplessità e le ricognizioni sul personale RUAP stanno dando esito negativo”.
“Il timore, ma spero di essere smentito, è che si tratti di un semplice trasloco di prestazioni dagli ospedali alle Case di Comunità, senza aggiungere un briciolo di efficienza – prosegue Rossi –. In queste condizioni avremo una prevaricazione del sociale sul sanitario: ambienti gradevoli e accoglienti, certo, ma senza operatori della salute. Se non ci sono medici, infermieri e oss, i pazienti continueranno fatalmente a intasare i pronto soccorso, dove il personale è già stremato”.
“Gli operatori sanitari non si inventano in un mese e i corsi per il 118, fermi dal 2010 e ripartiti solo ora, sono la prova del fallimento della pianificazione della sinistra. Giani e il Pd hanno inaugurato dei bellissimi muri: peccato che ai cittadini servano cure, non solo stanze nuove dove passare il tempo in attesa di un medico che non c’è”, conclude Fabrizio Rossi.